Il componente diventa smart, auto-diagnosticando il proprio stato di salute, ed il sistema raccoglie dati inferendo informazioni utili per la manutenzione predittiva.

Camozzi Automation, Ste Industries e l’Università degli Studi di Bergamo collaborano insieme alla realizzazione di uno smart component, nello specifico un attuatore elettromeccanico in grado di autodiagnosticare il proprio stato operativo e trasmettere questa informazione al sistema di fabbrica.

In quest’ottica, i componenti di nuova generazione non saranno solo in grado di garantire le specifiche chiave, come, nel caso di un attuatore elettromeccanico la ripetibilità ed il backlash, ma dovranno al contempo essere “Industry 4.0 ready”. Pertanto, l’obiettivo che Camozzi Automation, Ste Industries e l’Università degli Studi di Bergamo perseguiranno insieme, collaborando in ottica di Open Innovation all’interno del progetto SMART4CPPS, sarà quello di sviluppare componenti smart autodiagnosticanti, in grado di estrarre dati utili e renderli visibili al sistema di fabbrica per eseguire analisi intelligenti in ottica di manutenzione predittiva.

Il Gruppo Camozzi – multinazionale italiana leader nella produzione di componenti e sistemi per l’automazione industriale – ha intrapreso sin dal 1964 (anno di fondazione) un percorso di sviluppo verso la smart manufacturing che, grazie alla profonda conoscenza dei processi industriali e ai sistematici investimenti ad alto contenuto tecnologico, ha consentito all’azienda di creare un valore continuo per i propri clienti mediante un approccio atto a coniugare tradizione ed esperienza nella manifattura con le più moderne tecnologie. Il Gruppo Camozzi offre soluzioni e prodotti Industrial internet of Things (IIoT) customizzati, attraverso sistemi cyber-fisici (CPS) per la digitalizzazione dei processi produttivi, nei quali i dati sono costantemente elaborati per migliorarne le prestazioni.

Proprio in quest’ottica, con il progetto SMART4CPPS, Camozzi Automation, Ste Industries e l’Università degli Studi di Bergamo hanno unito le forze per sviluppare un componente smart autodiagnosticante, ovvero che sia in grado di raccogliere dati e inferire informazioni in merito alle proprie condizioni operative tramite il calcolo di indicatori quantitativi inerenti il proprio “stato di salute”, rendendoli disponibili al sistema di fabbrica.

In sinergia, l’Università degli Studi di Bergamo sta studiando un algoritmo di Condition Assessment per controllare come varia il profilo della corrente che scorre nel sistema di azionamento dell’attuatore (drive) per fornire informazioni utili. L’algoritmo potrà essere incorporato nel software del drive dell’attuatore, consentendo una lettura evoluta dello stato della corrente e dedurre così lo stato di salute del componente.

Ma non solo: i partner si sono spinti oltre cavalcando l’onda del miglioramento continuo e hanno così realizzato un dimostratore applicato. Nello specifico, un innovativo banco di prova per il collaudo degli attuatori, equipaggiato con diversi sensori per consentire la raccolta di un elevato volume di dati in maniera precisa e puntuale, così da poter estrarre informazioni utili per monitorare e prevedere le condizioni operative di un componente di una macchina o di un impianto, consentendo così l’elaborazione di analisi in ottica di manutenzione predittiva.

A complemento delle attività descritte, vi è il contributo STE Industries, end-user e partner consolidato di Camozzi, il cui ruolo è mettere a disposizione la propria tecnologia per lo sviluppo di sensori stand-alone con capacità di trasmissione dati a consumo energetico estremamente ridotto.

Le attività che saranno perseguite nel corso del progetto SMART4CPPS saranno le seguenti:

  • Scelta e analisi degli attuatori su cui sviluppare il prototipo
  • Scelta dei sensori da utilizzare
  • Progettazione della componente Hardware del Sistema
  • Progettazione dell’algoritmo di Condition Assessment

A luce di quanto descritto, il progetto intrapreso da Camozzi Automation, STE Industries e l’Università degli Studi di Bergamo si inserisce di diritto nel paradigma dell’Industria 4.0, con l’ambizione di promuovere la diffusione delle tecnologie IoT e digitali all’interno dei processi aziendali

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